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Azione revocatoria

Tribunale Ordinario di ____
Atto di Citazione
Revocatoria ex art. 67 comma 2 L.F.
Il Fallimento n. __________________ in persona del suo curatore _____________, autorizzato con provvedimento reso in data _________ dal Giudice Delegato, Dott. ________, rappresentato e difeso dall’Avv. _________ ed elettivamente domiciliato presso il Suo Studio in _______, Via ________ n. ____, giusta procura speciale posta in calce al presente atto
Premesso
- che in data _____ il Tribunale Civile di _______dichiarava con sentenza il fallimento n. _____ della  _________. (cfr. doc. n. 1);
- che dall’esame della documentazione contabile rinvenuta dal curatore è emerso che la società fallita ha corrisposto, nell’anno antecedente la dichiarazione di fallimento, l’importo complessivo di € _________ alla società _________ a saldo della fattura _______ emessa da quest’ultima (cfr. doc. n. 2);
- che tale fattura è stata liquidata per contanti, così come risulta dalle annotazioni apposte sul libro giornale, con versamenti rateali  effettuati nel periodo tra _______ ed il _________- (cfr. doc. n. 3);
- che tale pagamento risulta essere revocabile ai sensi e per gli effetti del II comma dell’art. 67 del R. D. 16 marzo 1942 n.267, attesa la conoscenza da parte della __________ dello stato di decozione della  ____________, ed in quanto atto a titolo oneroso compiuto entro l’anno dalla dichiarazione di fallimento.
Tanto premesso in punto di fatto giova evidenziare in punto di diritto che all’odierna fattispecie risulta applicabile la previsione di cui al II comma dell’art.67 della L. F. posto che la ________ aveva la piena consapevolezza dello stato di decozione della società _______ .
Deve essere in primo luogo evidenziato che il 50% delle quote del capitale sociale della _________erano, e sono, detenute dal sig. _________ coniuge della signora _________, legale rappresentante della omonima società in nome collettivo.
Appare pertanto quanto mai evidente come il rapporto di coniugio non possa consentire di ritenere il sig. ________, marito della ________, fallita in proprio, non consapevole dello stato di insolvenza nel quale si trovava la società della moglie.
D’altra parte risulta essere pacifico che quest’ultima partecipasse attivamente alle attività imprenditoriali anche del marito, posto che in data _________ la signora acquistava il 50% delle quote della società __________, le quali venivano ricedute, dalla medesima signora ______, in data _______, ad uno dei figli (cfr. doc. n. 4).
Appare evidente, pertanto, che i reali rapporti intrattenuti tra le due società non possano essere ricondotti alla sola sfera commerciale proprio in ragione della sussistenza di quei legami familiari che caratterizzano ed hanno caratterizzato gli assetti e le vicende societarie dell’odierna convenuta e della società fallita.
A ciò si aggiunga, volendo per mero tuziorismo difensivo prescindere dall’esistenza di tali legami, che, in ogni caso, lo stato di insolvenza della società era altresì desumibile dall’esame del bollettino dei protesti dal quale si sarebbe potuto evidenziare l’elevazione, in danno della signora, del protesto del _______ per un importo di €_____.
Tale circostanza avrebbe consentito alla ______- di essere a conoscenza dello stato di insolvenza nel quale versava la società della signora ______ e ciò in conformità di un costante orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr. per tutte ________) il quale ritiene che, proprio ai fini dell’applicabilità dell’art. 67, II co. L. F., la conoscenza da parte del creditore dell’insolvibilità del debitore possa risultare anche da elementi indiziari quali, ad esempio, la pubblicazione dei protesti cambiari elevati in danno dello stesso debitore.
Pur ritenendo quanto sin qui esposto già sufficiente ad ottenere un provvedimento di revoca del pagamento effettuato dalla società _______, occorre ad abundantiam rilevare che un ulteriore indizio della conoscenza dello stato di insolvenza è dato dall’esistenza delle procedure esecutive effettuate in danno della società nel periodo di ___________ ovvero pochi mesi prima che avvenisse, in spregio della par condicio creditorum, il pagamento del quale oggi si richiede la revoca.
Anche in questo caso ci sia consentito richiamare la più recente giurisprudenza di legittimità sul punto nella parte in cui quest’ultima evidenzia che “…in tema di azione revocatoria fallimentare, la sussistenza del requisito della scientia decotionis può essere dimostrata anche attraverso presunzioni che risultino da una serie di indizi tra loro concordanti, quali ad esempio esistenza di esecuzioni mobiliari,  revoca del credito di firma…” (cfr. _____________).
Avuto riguardo quindi agli elementi in punto di fatto e di diritto esaminati si può ragionevolmente ritenere che sia stato pienamente assolto l’onere probatorio di cui al II comma dell’art. 67 della L.F., essendo stata compiutamente dimostrata l’esistenza di circostanze tali da determinare la conoscenza da parte della _________ dello stato di insolvenza nel quale versava la società ___________, successivamente dichiarata fallita.
Tutto ciò premesso, il Fallimento n. ________________, come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato
Cita
la __________ in persona del suo legale rappresentante pro tempore con sede in _______, Via ________ n.______ a comparire innanzi al Tribunale Civile di ______, nella sua nota sede di Via ______ n. ___, all’udienza che si terrà il giorno ______, ore di rito, Sezione e Giudice designandi, con invito a costituirsi almeno venti giorni prima di tale data d’udienza, nei modi e nelle forme di legge, ai sensi e per gli effetti dell’art. 166 cod. proc. civ. e con l’avvertenza che in difetto si procederà in loro legale contumacia per ivi sentir accogliere le seguenti
Conclusioni
“Piaccia all’Ill.mo Tribunale adito, respinta e disattesa ogni contraria istanza, eccezione e difesa, accertare e dichiarare revocato ex art. 67, 2 comma, del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 il pagamento per € _________ effettuato dalla _____________ in favore della _________ a saldo della fattura n. _____ del ________ emessa da quest’ultima società, per i motivi evidenziati in premessa e, per l’effetto, condannare la __________, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in _____, Via ________ n. ______ alla restituzione, in favore del Fallimento attore, della suddetta somma, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dalla data dei singoli versamenti sino al soddisfo.
In via istruttoria, chiede ammettersi interrogatorio formale del legale rappresentante della convenuta sulle circostanze di cui ai punti  da intendersi quali autonomi capitoli di prova premessi dalle parole “Vero che”  
Con vittoria di spese, competenze ed onorari.”
Si offrono in produzione: 1) sentenza dichiarativa del Fallimento della ________; 2) copia fattura n. ____ del _____; copia estratto Libro Giornale; 4) visura camerale della _____; 5) copia certificato anagrafico Sig.ra ________; 6) visura camerale della ______ 7) copia estratto bollettino protesti; 8-9-10) copia verbali di pignoramento mobiliare; 11) autorizzazione e nomina difensore.
______, lì _______
Avv. __________

Procura speciale
Delego a rappresentarmi e difendermi nel presente atto ed in ogni fase e grado del relativo giudizio, l’Avv. ________, conferendogli ogni potere e facoltà di legge, ivi comprese quella di conciliare, transigere, incassare somme e rilasciare quietanze, nonché quella di rinunziare agli atti del giudizio e di farsi sostituire, eleggendo domicilio presso il Suo studio in ________, Via ________ n. ____.
Il Curatore________

per autentica Avv. ____________

 
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